Capitolo 5
Le sfide orologiere nel far risuonare una melodia a quattro toni ai quarti d’ora.
In silenziosa riverenza, ci si avvicina al bicchiere. Lo si inclina. Lo si tiene controluce. Si osserva. Si annusa. Si assaggia. E poi? Come descrivere un grande vino senza utilizzare una gran quantità di aggettivi?
Quando si tratta di valutare gli orologi a suoneria, esiste una sorta di rituale che segue uno schema sorprendentemente simile. Gli appassionati, come gli intenditori di vino, riconoscono che i fenomeni sono gli stessi. In verità, pochissimi appassionati di orologi arrivano mai a vivere, “assaporare” è forse la parola più adatta, la sonorità di una grande sonnerie perfetta. Chi lo fa la descrive con termini affini a quelli usati per una grande annata di Borgogna. Parole come “chiarezza”, “brillantezza”, “risonanza”, “ricchezza” e “persistenza” punteggiano i loro commenti.
Tutto cambia quando la sonorità passa da un “ding/dong” a due toni a una melodia “Westminster” a quattro note. Se, in una sonnerie convenzionale a due toni, il tono grave rappresenta le ore e la combinazione tono acuto/tono grave i quarti, vi è un’ampia latitudine nelle frequenze (nell’intonazione), sia per quanto riguarda la nota grave sia quella acuta. Innanzitutto, come per ogni spartito o melodia, le note devono corrispondere esattamente alle indicazioni della composizione. La melodia Westminster è composta dalle note Mi Sol Fa Si, ciascuna suonata nella propria ottava, e richiede quindi frequenze precise per le note. Non è difficile pensare a un maestro concertatore che riunisce un’orchestra, o, detto altrimenti, la mette “in tono” suonando una nota, di solito un La. È una frequenza. I musicisti accordano poi i loro strumenti su quella nota. Con un sistema a due toni vi è grande flessibilità sia per l’intonazione sia persino per l’ottava.
Non solo l’intonazione deve essere corretta per ogni nota, ma la “musicalità”, per così dire, impone ulteriori requisiti. Una nota musicale non è composta unicamente dalla frequenza fondamentale. Oltre alla frequenza principale, esistono armoniche che avvolgono la nota e le conferiscono ricchezza. In assenza di tali armoniche, la nota suonerebbe aspra e vuota. Questo vale tanto per un oboe quanto per un gong. Per la musicalità, la presenza di armoniche avvolgenti diventa essenziale.
Il tempo impone un ulteriore insieme di requisiti quando si esegue una melodia, soprattutto perché la sonorità è più lunga e contiene più note. Una volta stabilito il tempo, l’orecchio si sensibilizza e si abitua all’aspettativa che il ritmo prosegua senza deviazioni.
Un esempio della risposta in frequenza accordata di un gong. Ai quarti, a differenza di una sonnerie standard a due toni, eseguire una melodia a quattro toni richiede che le frequenze corrette delle note risuonino con precisione, ciascuna verificata al laser.
Micro-regolazioni fini dei gong da parte dell’orologiaio sono necessarie affinché le frequenze risuonino in modo perfetto.
LE NOTE
La Grande Double Sonnerie di Blancpain è il primo orologio da polso a offrire due diverse melodie, “Westminster” e “Blancpain”, che, alla pressione di un pulsante, possono essere selezionate e alternate dal proprietario. Sebbene le due melodie siano uniche, entrambe sono composte dalle stesse note e vengono eseguite allo stesso tempo. La sfida per i progettisti del movimento è stata concepire il movimento affinché suonasse le note all’intonazione corretta e le eseguisse al tempo desiderato e costante. Un maestro concertatore può pensare al “Mi” come a un’intonazione (nota e ottava); un progettista di movimenti deve essere un po’ come l’oboista che emette una nota stabile, rispondendo al violino del maestro concertatore. L’oboe, in effetti, emette una frequenza, ed è su frequenze esatte che i progettisti del movimento Blancpain hanno puntato per ciascuna delle quattro note della Grande Double Sonnerie. Le frequenze scelte non solo dovevano corrispondere alle quattro note musicali Mi Sol Fa Si, ma dovevano ricadere nella gamma di frequenze più facilmente udibile, vale a dire né troppo alta né troppo bassa.
Il compito è poi diventato quello di produrre le note correttamente e con precisione. Per comprendere il processo un po' di ingegneria del suono. Una sonnerie meccanica produce una nota, o, come stiamo dicendo ora, una frequenza, attraverso la vibrazione. Tutti gli orologi meccanici a suoneria moderni devono il loro principio fondamentale alla geniale invenzione di Abraham-Louis Breguet: un sistema con piccoli martelli che colpiscono anelli sonori per produrre una vibrazione udibile. I progettisti Blancpain si sono confrontati con lo sviluppo della giusta combinazione di martelli e anelli che vibrasse in modo perfetto per formare ciascuna delle quattro note. Non esistono testi, non esistono tabelle, non esistono formule predefinite che diano le risposte giuste. Invece, tentativi ed errori sono diventati la regola del giorno. Quale materiale per gli anelli? Acciaio? Cristallo? Zaffiro? Oro? Quale forma della sezione? Tonda? Quadrata? Forma uniforme o profilo variabile? Quale lunghezza? In quale punto dei gong devono colpire i martelli?
Dopo dodici mesi, dedicati all'assemblaggio della Grande Double Sonnerie, l'orologiaio ne verifica il suono.
La precisione del tempo nella sonorità è essenziale. Un componente vitale per raggiungere questo obiettivo è il regolatore magnetico.
Sono entrati in gioco ulteriori fattori. Innanzitutto, quando un martello metallico colpisce l’anello sonoro, innesca vibrazioni di molteplici frequenze.
Si spera, naturalmente, di ottenere la frequenza target della nota desiderata, ma anche, in aggiunta, altre frequenze in armonia con essa e che conferiscono ricchezza al suono (dette “parziali”). Inevitabilmente, ce ne saranno anche alcune non udibili.
Fin dall’inizio, l’oro è stato scelto come materiale dei gong. La trasmissione è migliore quando gli anelli sonori e la cassa che li ospita sono dello stesso materiale. Sono seguiti innumerevoli test su profili e lunghezze differenti. Questi test hanno portato a profili rettangolari, spessori e lunghezze ottimizzati per produrre ciascuna delle quattro note. Ulteriore complicazione, i progettisti hanno scoperto che la variazione del profilo della sezione lungo la lunghezza dei gong è fondamentale per la sonorità. Le forme dei profili svolgono un ruolo importante nel raggiungere un suono musicale ricco con armoniche ben posizionate. Questo
profilo variabile dei gong è oggetto di un brevetto Blancpain. Per ciascuna nota, sono necessarie regolazioni fini della lunghezza dei gong, dell’ordine dei micron, per centrare le frequenze corrette; man mano che un gong viene accorciato durante l’accordatura dall’orologiaio aumentano insieme le frequenze della nota principale e delle armoniche. Per far sì che ciascun tono fosse suonato con precisione, pensando al nostro maestro concertatore che accorda l’orchestra, gli orologiai Blancpain impiegano un laser per misurare accuratamente le frequenze. La tolleranza è minuscola, poiché l’accordatura viene effettuata entro 5 Hz per ciascuna nota. Voilà, l’accordatura di una grande sonnerie con mezzi diversi da un oboe e da un primo violino.
Molto altri fattori sono entrati in gioco. Chi apprezzerebbe una sonnerie se il volume del suono fosse difficile da percepire? Così come le note prodotte dagli anelli sonori sono vibrazioni, lo è anche il suono trasmesso dalla cassa e dal vetro, con questi elementi che vibrano e diffondono nell’aria le vibrazioni dei gong sotto forma di suono. La ricerca per massimizzare il volume ha condotto a un’invenzione brevettata: una membrana in oro rosso solidamente fissata al vetro e alloggiata sotto la lunetta, alla quale, a sua volta, è stato concesso un certo grado di libertà di vibrazione. La funzione della membrana è captare le vibrazioni dei gong del movimento e agire in qualche modo come un altoparlante, amplificando e diffondendo il suono dagli anelli vibranti verso il vetro e la lunetta. Normalmente, il vetro e la lunetta di un orologio tendono ad attenuare le frequenze più basse. Il risultato è un certo grado di asprezza nel suono, poiché le frequenze più alte tendono a dominare. La membrana brevettata risolve questo problema, poiché enfatizza i suoni desiderati del registro basso, filtrando al contempo le frequenze più alte, meno desiderate.
Il tempo ha ricevuto la stessa ricerca ossessiva della perfezione delle note stesse. Proprio come le note devono risuonare con precisione affinché la melodia sia eseguita correttamente, allo stesso modo gli intervalli di tempo tra le note devono essere spaziati esattamente. In una certa misura, le ripetizioni minuti standard cercano di ottenere un tempo costante impiegando un dispositivo noto come “regolatore” o talvolta detto “governatore”. La funzione del regolatore è modulare e controllare la cadenza dei componenti del movimento che attivano i martelli della sonnerie.
La tolleranza per il tempo della sonorità è di 5/100 di secondo, misurata e confermata da una registrazione acustica.
Se la molla del bariletto che alimenta il meccanismo del ripetitore tende a far ruotare i componenti troppo rapidamente quando la sua coppia è al massimo all’inizio di una suoneria, il regolatore agisce per rallentarlo. Anche all’opposto. Man mano che la suo- neria progredisce e il bariletto si scarica, la coppia diminuisce. Quando ciò accade, il regolatore riduce la propria resistenza sul sistema, permettendo, si spera, di mantenere il ritmo. Nel mondo dell’orologeria, sono esistite due forme fondamentali di regolatore: una costruzione “ad ancora” o “a rinculo”, in cui un piccolo nottolino caricato da una molla ingaggia e rilascia contro una ruota rotante dai denti profondi, e l’insieme agisce un po’ come lo scappamento di un orologio per fissare la cadenza; e un approccio “centrifugo”, in cui elementi rotanti sono premuti contro un alloggiamento, generando più attrito se la rotazione tende a essere troppo rapida, riducendo l’attrito quando la rotazione rallenta. Entrambi questi sistemi emettono inevitabilmente un suono che compromette le note prodotte da martelli e gong. In generale, il sistema ad ancora genera più rumore dei sistemi centrifughi.
Blancpain ha impiegato un sistema d’avanguardia rispetto a quelli preesistenti dotando la sonnerie di un regolatore magnetico brevettato. Questa costruzione innovativa utilizza piccoli magneti che agiscono su elementi rotanti. Quando la velocità di rotazione comincia ad aumentare, le forze centrifughe spingono gli elementi verso l’esterno, dove incontrano una resistenza magnetica crescente. L’inverso avviene quando la velocità di rotazione comincia a diminuire e quegli elementi vengono richiamati verso l’interno, tramite molle, nella zona in cui la resistenza magnetica è inferiore. L’effetto è mantenere una cadenza costante nonostante la variazione di coppia man mano che il bariletto si scarica. I vantaggi sono considerevoli. Il regolatore magnetico è completamente silenzioso. Inoltre, la sua regolazione è più precisa rispetto ad entrambe le soluzioni precedenti. Infine, consuma fino al 50% in meno di energia rispetto alle costruzioni standard.
Per quanto importante possa essere il sistema di regolazione del- la cadenza, eseguire una melodia richiede un controllo del tempo ancora maggiore. Questo è particolarmente vero per la Grande Double Sonnerie di Blancpain, poiché allo scoccare dell’ora,
in tutte le modalità di suoneria (grande, petite, répétition) essa suona tutti e quattro i quarti. Tutte le altre sonnerie da polso non suonano alcun quarto allo scoccare dell’ora. La loro suoneria dei quarti di durata più lunga avviene a :45, ossia tre quarti. Blancpain, dunque, si distingue dalle altre offrendo la più lunga esecuzione dei quarti d’ora.
Il componente centrale dell’esecuzione della melodia, che avviene ogni 15 minuti (all’ora, :15, :30, :45), porta il nome del tutto logico di “pièce des quarts” (elemento dei quarti). È dotato di denti che attivano i martelli, in successione, nell’ordine delle note richieste dalla melodia. Sebbene il regolatore magnetico controlli il movimento della pièce des quarts, affinché le note risuonino nell’istante esattamente giusto, l’orologiaio che assembla il segnatempo deve effettuare regolazioni estremamente fini sia dei denti della pièce des quarts sia delle punte del componente collegato ai martelli, detto levée. Quando il dente di una pièce ruota oltre la punta di una levée, provoca la rotazione della levée, così che il martello a essa fissato colpisca il gong. Il colpo avviene nell’istante in cui questi due elementi si incontrano; la cadenza di quell’istante è un elemento chiave del tempo. Pertanto, oltre a richiedere un regolatore che offra maggiore precisione rispetto ai sistemi ad ancora o centrifughi nella velocità di rotazione della pièce, Blancpain ha concentrato l’attenzione sulle tolleranze nelle posizioni e nelle forme dei denti e delle punte, che incidono anch’esse sul tempo.
L’orecchio umano è miracolosamente sensibile al tempo, distinguendo ritmi fino a semplici decimi di secondo1, ancor più quando la melodia è extra-lunga allo scoccare dell’ora piena. Lo standard Blancpain è una tolleranza di cinque centesimi di secondo. Questo richiede all’orologiaio di effettuare regolazioni di denti e punte dell’ordine dei micron. Il risultato: una melodia perfettamente cadenzata.
Nulla di ciò intende minimamente sminuire l’eccezionale maestria necessaria per realizzare una ripetizione minuti di qualità. Si tratta piuttosto di mostrare sfide di ordine di grandezza superiore nell’eseguire una melodia.
1 Una dimostrazione convincente della capacità dell’orecchio umano di discernere variazioni minime di tempo è “Clapping Music” di Steve Reich, in cui quattro musicisti creano suoni intriganti variando, nell’ordine dei microsecondi, le fasi del battito di mani.
Regolazioni dei denti della pièce des quarts, dell’ordine dei micron, sono effettuate dall’orologiaio per mettere a punto la cadenza della sonnerie.